MILANO COME NY? ALLA TRIENNALE

June 8, 2016

 

 

 

 

E' vero, è un'esagerazione... Ma se c'è un posto a Milano dove si sente un respiro internazionale,  dove il "faccio cose, vedo gente" diventa vero cantiere di arte e sperimentazione, dove si vedono cose belle, meno belle, discutibili, entusiasmanti,,,questo è la Triennale.

Le mostre di quest'anno (XXI Esposizione internazionale) investono la città; la campagna di comunicazione con l'oggetto feticcio "teletubbies" piace o non piace, ma si vede e incuriosisce.

Ho visto alcune delle mostre presso la sede storica e ammetto che la mia preferita è  quella più tradizionalmente legata alla progettazione; è intitolata "Stanze, altre filosofie dell'abitare", un viaggio prima fotografico attraverso una carrellata di grandi progetti di interni (Gio Ponti forever!!!) e poi esperienziale dentro veri progetti di ambienti (qui la casa-orso di Duilio Forte mi ha catturato).

 

Ecco l'abstract dal sito della Triennale: 

 

Tutti abitiamo dentro alle case, e dentro a quegli spazi la nostra vita si svolge per buona parte. Lì ci riposiamo, ci rigeneriamo, leggiamo, pensiamo, studiamo, mangiamo, dormiamo, viviamo insieme alla nostra famiglia, accogliamo gli amici.

 

Dopo una breve premessa storica, che ha lo scopo di introdurre l’argomento e di collocarlo storicamente attraverso il racconto delle opere dei grandi maestri dell’architettura moderna (Gio Ponti, Franco Albini, Carlo Mollino, Carlo Scarpa, Piero Portaluppi, Luigi Caccia Dominioni, Ignazio Gardella, i BBPR), di alcuni autori trasversali a diverse discipline (da Ivo Pannaggi a Getulio Alviani e Corrado Levi), sono esposte le opere di grandi progettisti dagli anni Sessanta e Settanta a oggi (da Carlo De Carli, Luigi Caccia Dominioni, Leonardo Savioli, Gae Aulenti e Umberto Riva, Salvati e Tresoldi, Francesco Venezia, Calvi Merlini Moya, Paolo Deganello, Massimo Murzi fino a Coex, Antonello Boschi, Studio 8&A, Attilio Stocchi, Cherubino Gambardella, Antonino Cardillo, Lopes Brenna e gli studi FuGA, UdA e Wok), di bravissimi autori pur meno acclamati (Melchiorre Bega, Lugiano Baldessari, Giulio Minoletti, Cini Boeri, Piero Sartogo, Carla Venosta), di autori fuoriclasse (Vittoriano Viganò, Ettore Sottsass, Angelo Mangiarotti, Joe Colombo, Italo Lupi) e dei maestri d’oggi (da Alessandro Mendini, Nanda Vigo, Guido Canali, Gaetano Pesce, Massimo Carmassi e Gabriella Ioli, Gianni Pettena, Italo Rota a Gianfranco Cavaglià, Bruno Vaerini e Maria Giuseppina Grasso Cannizzo).

 

Di ognuno è stato selezionato un progetto mostrato in un primo grande ambiente, una grande 

“volta celeste” dove le fotografie disegni raccontano la storia dell’architettura degli interni italiana del Novecento.

 

Successivamente si entra e si attraversa una sequenza di ambienti, ognuno progettato da un autore diverso: Andrea Anastasio, Manolo De Giorgi, Duilio Forte, Marta Laudani e Marco Romanelli, Lazzarini Pickering Architetti, Francesco Librizzi, Alessandro Mendini, Fabio Novembre, Carlo Ratti Associati, Umberto Riva, Elisabetta Terragni che mettono in scena il proprio pensiero e la propria “filosofia dell’abitare”.

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