IL BAROCCO E LE ALPI...INCONTRO AL VERTICE

August 14, 2016

 

L’arte barocca nasce e si diffonde in tutta Europa nel corso del XVII secolo. Nelle diverse regioni alpine di tradizione cattolica il linguaggio del barocco diventa espressione dello slancio di rinnovamento anche culturale che la Chiesa di Roma promuove per fermare la diffusione del protestantesimo, nello spirito di quanto affermato durante il Concilio di Trento (1545-1563).

Anche i più remoti villaggi alpini, considerati  luoghi di "frontiera" tra il cuore del cattolicesimo e il mondo protestante, diventano oggetto di grande attenzione non solo pastorale ma anche artistica, o meglio di una pastorale che considera le arti non come espressione idolatrica ma come veicolo di trasmissione del dogma  cattolico attraverso la sensibilità e l'emozione. La bellezza degli edifici, la profusione degli ornamenti, l'espressività delle immagini devono condurre i fedeli alla conoscenza della dottrina rafforzando il sentimento di appartenenza alla comunità e l'obbedienza alla Chiesa: I luoghi di culto diventano "teatro" di una liturgia che deve coinvolgere e commuovere, uno "spectaculum" - nelle parole di San Carlo - di cui si gode anche attraverso le arti, che deve raggiungere la totalità dei fedeli, anche di coloro che vivono lontani dai grandi centri culturali. 

La scoperta del barocco alpino può avvenire in molteplici località che si estendono tra l'Italia, la Francia, la Svizzera e l'Austria, ma oggi vogliamo suggerire un percorso che tocca 80 edifici che sono parte di un itinerario omogeneo, magari da percorrere durante queste vacanze estive: bisogna recarsi in Alta Savoia, nelle Alpi Francesi, e seguire Les Chemins du Baroque®  (i percorsi  del barocco), una serie di itinerari che permettono di visitare chiese e cappelle alpine della regione aperte e restaurate grazie al lavoro incessante della fondazione Facim. I luoghi sono accessibili mediante visite libere o guidate e l'elenco delle località con ampie informazioni sui singoli monumenti è consultabile cliccando il sito della fondazione a questo link: Fondation Facim- les chemins du baroque.

Le immagini della nostra gallery sono un piccolo assaggio, si tratta della chiesa parrocchiale di San Sigismondo a Champigny en Vanoise, nello splendido parco nazionale della Vanoise che continua in Francia l'area protetta del Gran Paradiso. Questa chiesa dalle mura possenti cerca di vincere la secolare lotta con lo sperone di roccia su cui sorge,  purtroppo franoso. La posizione è talmente pittoresca che i parrocchiani non hanno mai voluto cambiarne l'ubicazione, pur essendo alla terza ricostruzione...

All'interno della chiesa, architettonicamente molto semplice, troviamo alcune opere d'arte di grande valore. Innanzi tutto la ricchissima ancona lignea che chiude l'altare maggiore tridentino, risalente al 1710. In un tripudio di riccioli e dorature due angeli musicanti affiancano il trionfo di Cristo, mentre altri angeli accompagnano la Vergine dall'Assunzione all'Incoronazione. L'opera - capolavoro della scultura lignea del XVIII secolo - è attribuita a Jacques Clérant, savoiardo, e a Gianbattista Gualaz, valsesiano, a testimonianza dell'interazione tra i artisti dell'area alpina. Al 1662 risale invece l'opera d'arte più antica presente nella chiesa, l'altare della Vergine del Rosario, con un dipinto di François Cuénot da Chambery. Di notevole qualità, ero situato sull'altar maggiore prima della realizzazione della grande ancona.

 

 

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