ARTE NASCOSTA

September 20, 2016

 

  

E’ vero che i depositi dei musei italiani sono caverne di Alì Babà, rigurgitanti di capolavori disordinatamente ammassati perché non ci sono spazi espositivi adeguati per esporli? Come sempre la verità sta nel mezzo e forse bisogna sfatare la leggenda metropolitana ad uso dei web-indignati di turno, che pensano che nelle cantine dei musei ci siano Gioconde abbandonate…

E’ vero, il patrimonio artistico italiano è tanto e tale da non trovare in alcuni casi collocazione espositiva adeguata ed è capillarmente diffuso su tutto il territorio, per cui anche piccoli musei di provincia si trovano a custodire opere che in altre nazioni sarebbero al centro dei musei della capitale. Ma è anche vero che, al di là dello spazio a diposizione, una collezione museale può e deve presentare una selezione del proprio patrimonio, accuratamente studiata e didatticamente presentata, per rendere il museo non solo sovrabbondante e caotica galleria delle meraviglie, ma luogo autentico di mediazione e trasmissione della cultura.

Caveau e depositi di cui si favoleggia sono spesso luoghi di studio e lavoro, che permettono una rotazione delle opere da esporre nelle collezioni permanenti e un attenta politica di prestiti, grazie alla quale vengono organizzate le mostre itineranti che tanto successo hanno presso il pubblico italiano e internazionale. Anche per merito delle loro “riserve”, grandi e piccoli musei possono tessere reti di rapporti virtuosi che attraverso gli scambi temporanei permettono approfondimenti culturali, promozione, e talora anche la possibilità di sostenere economicamente restauri e migliorie.

Certo sarebbe bello avere la possibilità di scoprire, almeno di tanto in tanto, cosa “nasconde” il museo e questo diffuso desiderio è sempre più frequentemente preso in considerazione da direttori e conservatori dei musei. A Milano la Pinacoteca di Brera presenta periodicamente opere dei suoi depositi, che in parte sono “a vista” tra le sale espositive e nel recente catalogo on line con 596 opere vi sono ottime schede anche di opere non abitualmente presenti nelle sale espositive. Le Gallerie d’Italia organizzano periodicamente visite ai loro depositi, che sono ubicati, in maniera particolarmente suggestiva, nel vero e proprio caveau di quella che prima di essere una galleria d’arte era la sede centrale della Banca Commerciale Italiana, uno straordinario edifico di gusto liberty progettato da Luca Beltrami.

Infine, last but not least, fra qualche giorno sarà possibile visitare, accompagnati dalle nostre guide esperte, i depositi della Galleria d’Arte Moderna. Sabato 24 alle ore 17.30 prende il via il progetto Sottosopra: visite guidate esclusive in programma tutti i fine settimana fino all’8 gennaio 2017 alla collezione di opere scultoree mai esposte e conservate nei depositi, normalmente chiusi al pubblico.

Nei depositi della Galleria, nella storica Villa Belgiojoso Bonaparte di via Palestro vi sono circa un migliaio di opere che coprono un arco di tempo dal tardo Neoclassicismo al Novecento. Una galleria sotterranea dove potremo riconoscere opere di grandi maestri come Wildt, Grandi, Troubezkoy e comprendere la genesi di tanti monumenti milanesi (dall’Arco della Pace al monumento alle Cinque Giornate) di cui si conservano bozzetti, studi preparatori, versioni definitive. 

Nelle sale dei depositi è allestito anche un atelier di restauro, dove un team di professionisti lavora per il recupero conservativo di 70 sculture tra marmi, bronzi, gessi e terrecotte.

Possiamo concludere dunque che se nei depositi di qualche collezione vi possono essere incuria e oblio, in molti casi anche le opere non sempre visibili in museo sono adeguatamente studiate e conservate, e sempre più sovente si cerca di renderle, almeno periodicamente, accessibili al pubblico.  

            

 

 

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