LA SVENTURATA RISPOSE

October 10, 2016

 

Ci sono personaggi della letteratura che sono entrati a far parte dell'immaginario collettivo di una nazione, attraverso le generazioni. Si può non aver mai letto una pagina di Manzoni, si può averlo detestato sui banchi di scuola, ma non si può non conoscere, almeno di nome, la Monaca di Monza. Non è certo la protagonista dei Promessi Sposi, ma la sua figura "buca lo schermo" per usare una nota metafora cinematografica.

 

Personaggio storico prima che letterario, Suor Virginia Maria de Leyva, alias Gertrude, è trasformata dal Manzoni in una indimenticabile eroina tragica, per la quale non si può non provare pietà.  Ogni lettore è pronto a perdonare i crimini di cui si macchiò (la complicità negli omicidi delle consorelle come fatto certo ben più grave dell'aver trasgredito al voto di castità) a fronte della terribile violenza psicologica cui fui sottoposta fin dall'infanzia dai familiari e soprattutto dal Principe - nella realtà Dom Martino de Leyva - di cui il Manzoni scrive...non ci regge il cuore di dargli in questo momento il titolo di padre, guidandoci allo sdegno per la monacazione forzata della piccola Gertrude. Il "successo letterario" di questo personaggio ne ha decretato l'uscita dalle pagine del testo per entrare a pieno titolo nel mondo dell'arte a 360°: pittura, cinema, teatro, fumetto e addirittura fotoromanzo.

Con maggiore o minore verosimiglianza storica, approfondimento e sensibilità, la Monaca di Monza è "raccontata" dalle voci più diverse e in questo periodo protagonista di due differenti e interessanti mostre allestite proprio nella città di Monza.

 

La prima, presso i Musei Civici, è senz'altro la più originale. In cartellone fino all'8 gennaio permette di ammirare un'attenta selezione di libri illustrati, fumetti e film che consentono di  indagare le modalità espressive contemporanee che hanno contribuito maggiormente a rendere la Monaca un personaggio popolare. Dalle suggestive e classiche illustrazioni del  Gonin al fotoromanzo del 1954 con Alessandro Brazzi; dalla innocente versione disneyana dei Promessi Topi fino alle irriverenti parodie negli albi di Alan Ford e il gruppo TNT . Da ultimo la mostra presenta una vera "chicca" per gli amanti del fumetto, grazie alla collaborazione con la Fondazione Fossati e con il Museo del Fumetto di Milano: i disegni originali di Alexander Tripod tratti da “La Monaca di Monza”: un nuovo fumetto appositamente realizzato per questa esposizione, dove il racconto per immagini va oltre quanto narrato nel capolavoro manzoniano per  permetterci di seguire le vicende di Suor Virginia dopo la "sventurata risposta" data a Giampaolo Osio.

 

La seconda mostra è allestita fino al 19 febbraio 2017  nel Serrone della Villa Reale e grazie ad importanti prestiti da parte dei maggiori musei lombardi permette di conoscere i diversi "volti" che la Monaca ha assunto attraverso il pennello di tanti importanti artisti. Oltre alle incisioni e ai dipinti il percorso espositivo presenta una selezione di preziosi documenti, suggestivi video e originali illustrazioni create ad hoc per al fine di indagare la vita, la storia, le passioni di uno dei più importanti personaggi manzoniani, ma anche il tema della condizione femminile nella prima età moderna.

Infine, per gruppi e scuole che volessero ripercorrere i passi della Monaca, è possibile consultare le nostre pagine dedicate all'offerta didattica. la Monaca a Milano -  la Monaca a Monza 

 

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