LA SCOMPARSA DEL TESORO


Nell'ultimo post abbiamo più volte evocato i magnifici tesori che il Castello Sforzesco doveva contenere, e come fossero adeguatamente custoditi. Ci si può a questo punto domandare dove questi tesori siano spariti, e se è impossibile dare una risposta precisa a questa domanda, almeno in quali circostanze sia avvenuta la spoliazione del Castello, una delle fortezze più munite d'Europa, al cui apparato difensivo aveva contribuito anche Leonardo da Vinci.

Di quanto doveva trovarsi sotto la protezione del bell'Argo dai cento occhi dipinto dal Bramantino nella Torre Castellana rimane oggi un calice e alcuni preziosi coltelli, "logati" con lo stemma degli Sforza. Ben poca cosa, pensando a quello che le cronache raccontano circa i fasti della corte del Moro.

La storia racconta che nel 1499 il castellano Bernardino da Corte aprì le porte del Castello al maresciallo Gian Giacomo Trivulzio, acerrimo rivale del Moro al soldo del Re di Francia Luigi XII. Del resto Ludovico, con un grande errore politico e strategico, aveva lasciato la città confidando nell'aiuto del cognato Massimiliano d'Asburgo, ma nonostante le promesse l'illustre cognato non riuscì a far riconquistare al Moro il potere ormai perduto. Il tesoro pare sia finito nelle tasche del da Corte e del Trivulzio, più ancora che in quelle del Re di Francia, arrivato in un secondo momento.

Forse per la delusione o per sfregio le truppe francesi non si comportarono certo bene nella dimora sforzesca, che, seppur già svuotata dei beni più preziosi, fu devastata dalle truppe. Così scrive laconicamente l'ambasciatore delle Serenissima Repubblica di Venezia a Milano, Marin Sanudo: "...in castello esser gran sporzizie; nel quale el signor Lodovico non vi voleva veder pur paia in terra; et francesi pissano in le camere, cachano in corte e in salla..."

Dal 1499 comincia quindi l'inarrestabile decadenza del Castello Sforzesco di Milano, alla quale pone fine negli ultimi anni del XIX secolo l'architetto Luca Beltrami che, per volontà della cittadinanza, intraprende una colossale opera di restauro destinato a riportare a nuova vita la dimora sforzesca, cambiandone la destinazione d'uso, ovvero destinandola ad ospitare i musei civici.

Del formidabile apparato difensivo - purtroppo non pienamente sfruttato dagli Sforza - restano ormai poche tracce: è possibile tuttavia conoscerne una parte, e certamente la più suggestiva, percorrendo la Strada Coperta della Ghirlanda, la serie di camminamenti sotterranei accessibili attraverso la controscarpa del fossato. Con un percorso guidato della durata di un'ora e trenta circa la storia militare del castello, cominciata in età rinascimentale e conclusa con l'unità d'Italia, diventa una magnifica esperienza da vivere in famiglia o con gli amici.

Il prossimo appuntamento è sabato 21 gennaio alle ore 16.00.

Per info e prenotazioni: info@operadartemilano.it

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