GIO PONTI DA SALVARE

February 7, 2017

Alcuni giorni fa OPERA d'ARTE ha ricevuto l'invito  - condiviso  tra gli altri dall' Archivio Gio Ponti -  a sottoscrivere una petizione per salvare la villa Nemazee di Teheran. La petizione, lanciata da Mahboobeh Rezaei su change.org, riguarda una splendida residenza progettata da Gio Ponti in Iran, costruita tra il 1957 e il 1964. L' opera era stata inserita nella lista del patrimonio artistico nazionale iraniano nel 2007, ma è stata recentemente espunta probabilmente per interessi speculativi: rischia ora di essere demolita per costruire al suo posto hotel di lusso. 

Ho scritto di questa villa sul volume dedicato a Gio Ponti all'interno della collana I maestri dell'Architettura, pubblicato da Hachette nel 2011.  Ve ne riporto alcuni passi, sperando di poter contribuire a far conoscere quest'opera splendida che si rischia irresponsabilmente di perdere, e invitandovi ovviamente a sottoscrivere la petizione leggendone i contenuti a questo link :  

SAVE Gio Ponti's Villa Nemazee, a unique masterpiece of modern architecture in Tehran 

Quando Gio Ponti riceve l'incarico di progettare la villa Nemazee, l'Iran è da poco tornato sotto il dominio della dinastia dei Pahlavi e la famiglia Nemazee fa parte dell'élite economica e culturale che sostiene il governo dello Scià (...). Con questo progetto Gio Ponti scopre la grande tradizione architettonica e decorativa della Persia, che nella villa trova espressione in complementi d'arredo e nell'ampio ricorso alle decorazioni ceramiche, che per altro fanno originalmente parte del suo linguaggio espressivo.

La villa si presenta con pareti murarie che paiono più solide rispetto ai due progetti latino americani, con un'insistenza maggiore sui concetti di peso e volume, anche se il gioco delle finestre, delle vetrate e di particolari nicchie - che compongono sulle pareti un vero intreccio di aperture di diverse dimensioni - alleggerisce notevolmente i due piani della villa.  Il piano terreno, con ampie aperture sul giardino e la piscina, è la parte riservata al ricevimento e ai servizi; il primo piano è invece l'intimo rifugio della famiglia, non vi si trova infatti solo la zona notte ma anche un privato living.  Sempre al primo piano si apre un particolare terrazzo protetto da un soffitto a cuspide rivestito di mosaico ceramico, evidente richiamo all'architettura tradizionale islamo-persiana sapientemente interpretata da Gio Ponti.

 

 

 

 

 

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