L'Egitto in terra toscana

March 29, 2017

E’ primavera, tempo di gite fuori porta: OPERAd'ARTE vi invita in Toscana a visitare la splendida Cappella di Santa Caterina delle Ruote di Bagno a Ripoli, dove un caro amico, il papirologo Marco Stroppa, è tra i curatori di una nuova interessante mostra che inaugura il prossimo 7 aprile.

 “Santa Caterina d’Egitto. L’Egitto di Santa Caterina” questo il titolo completo della mostra organizzata dall’Istituto Papirologico «Girolamo Vitelli», prestigiosa istituzione dell’Università di Firenze, che si occupa di recuperare, conservare, e studiare il materiale papiraceo proveniente dall’Egitto, specificamente di epoca greco-romana.

Gli splendidi affreschi realizzati nella Cappella da Spinello Aretino e dalla sua cerchia presentano le varie vicende di una giovane egiziana vissuta nella seconda metà del III secolo d.C., che ha mantenuto intatta la sua fede religiosa fino alla morte. L’esistenza di Caterina si colloca in anni concitati, di evidente scontro fra il potere imperiale romano e il Cristianesimo nascente, dei quali, sia pur in maniera frammentaria, anche i documenti scritti su papiro ci parlano.

 

Da qui l’idea di ricostruire il possibile ambiente sociale e culturale in cui avrebbero potuto svolgersi le vicende della Santa, attraverso l’esposizione di documenti e testi letterari scritti su papiro, reperti archeologici, frammenti di abiti e oggetti della vita quotidiana: sono le testimonianze cronologicamente e geograficamente più vicine all’età e ai luoghi di Caterina.

Il percorso, dunque, ci permette di rendere ‘realistica’ la sua vita, di vedere come e quali potevano essere i libri su cui formò la sua cultura, prima scolastica, poi più specialistica e quasi universitaria; da dove proveniva la ricchezza della sua famiglia; quali erano gli abiti che indossava, gli oggetti della sua toelette, o delle sue mansioni femminili.

E, sullo sfondo, i grandi avvenimenti: l’imposizione imperiale di sacrificare agli idoli pagani, per limitare la diffusione del Cristianesimo, e la dura repressione per coloro che disubbidivano. Sono proprio i papiri che rendono vivi questi avvenimenti lontani nel tempo, attraverso l’immediatezza delle dichiarazioni dell’avvenuto sacrificio agli Dei, realizzate da uomini e donne che altrimenti la Storia avrebbe condannato all’oblio. E sono ancora i papiri che mostrano, per il mondo tardo antico, le varie fasi della trasformazione dalla società pagana al Cristianesimo, attraverso testi e documenti pubblici, ma anche lettere private e immagini, fra scontri aperti e interazione di due modi ben diversi di intendere l’umano e il divino.

Dunque, un percorso espositivo tridimensionale, dove la parola scritta prende forma nell’oggetto materiale esposto; dove i testi e i reperti, affiancati dagli splendidi affreschi trecenteschi, guideranno i visitatori in un viaggio in cui storia e leggenda si fondono.

 

La mostra sarà aperta dall'8 aprile all'11 giugno 2017 (giorni di chiusura lunedì e martedì)

Per ulteriori informazioni:

www.comune.bagno-a-ripoli.fi.it

www.istitutopapirologico.unifi.it

e-mail: Silvia.diacciati@comune.bagno-a-ripoli.fi.it

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